Antica dimora Settecentesca già dei Baroni Vagliasindi ora restaurata e ripristinata per il confort ed il relax. È posta nel Parco dei Nebrodi (Sicilia orientale) alla quota di 1426 m s.l.m. sotto la vetta di Monte Colla (1610 m s.l.m.); offre un panorama suggestivo sull’Etna e sulla Val D’Alcantara; ha un ampio parco di alberi plurisecolari e laghetti montani. 

MONTE COLLA

Non so se il barone Vagliasindi edificando questa magnifica villa volesse emulare il rifugio dell’aquila reale che ancor oggi, dicono, abita le vette più impervie dei Monti Nebrodi. E’ certo, però, che questo è luogo di sogno, perché del sogno è frutto. Quello del barone che, caparbiamente, volle creare qui una fattoria modello; quello del viandante, che dopo chilometri di cammino tra boschi sontuosi e valli arse dal sole si trova improvvisamente davanti ad un dolcissimo luogo di delizie; oppure è solo il sogno che chiunque, ogni volta, rivive in Sicilia, osservando l’Etna. Da qui, il Mongibello appare meno imponente ma sempre, dalla memoria ci affiorano il mito e la leggenda. Fucina di Vulcano e prigione di Tifeo, o buon ritiro di Re Artù, che proprio nelle viscere del Vulcano trovò il paradiso terrestre: è l’incessante contrasto siciliano che a Monte Colla si incarna perfettamente. Ed ecco che anche questa vetta per aquile, come la Sicilia, sembra essere nata da un diamante “scippatu dalla curuna dell’Eterno Patri” che un “gnornu a lu munnu pinsau fari un prisenti”. Ed è da questo brillante, scagliato nel Mediterraneo, che - secondo questa leggenda - nacque la Sicilia.

Edoardo Papa      

        

 

 

 

 

 

(clicca per visualizzare il video)